VIA APPIA Sulle ruine della magnificenza antica

(Catalogo della mostra e guida)




                                                  Autore: Autori vari
Collana:                    
Rilegatura: Brossura
Formato: 24 x 28,5
Pagine: 176
Illustrazioni: 189  (7 a colori, 8 disegni)
Edizioni: Leonardo Arte
Anno di Edizione: 1997
Codice ISBN: 9788878137769
Prezzo: € 40,00



Il catalogo e la guida che qui presentiamo sono parte integrante della mostra "Via Appia, sulle ruine della magnificenza antica" iniziativa della Soprintendenza Archeologica di Roma, essa è stata presentata dalla Fondazione Memmo a Palazzo Ruspoli a Roma dal 5 febbraio al 29 giugno 1997, e successivamente a Palazzo Memmo a Lecce.
La Via Appia Antica, costruita da Oppia Claudio nel 312 a.C., fu chiamata regina viarum in quanto considerata già in antico tra le più importanti vie pubbliche.
Univa infatti Roma al Mediterraneo attraverso il porto di Brindisi dove giungevano mercanzie dall'Africa, dall'Egitto, dall'Oriente e dalla Grecia.
L’importanza della via Appia non consiste solamente nel suo celebre tratto iniziale, urbano e suburbano, ma in tutto il suo tracciato da Roma a Brindisi, appunto dell'Appia Romana e dell'Appia Pugliese e vuole essere un invito a considerare questa via come un unico straordinario monumento archeologico che attraversa tutta l'Italia meridionale.
Fu infatti la prima grande via publica attrezzata per proiettare gli interessi romani verso il Meridione e la Grecia attraverso i territori campani, sannitici e apuli.
E’ ancora possibile trovare in queste regioni aspetti di paesaggio ormai scomparsi dal suburbio romano, quali l’allineamento di ruderi lungo l’antico tracciato stradale sepolto nel terreno, attraverso coltivazioni che si estendono incontaminate fino all’orizzonte.
La documentazione sulla via Appia in Puglia riguarda Canosa Egnazia e il porto di Brindisi. Una serie di pezzi, rinvenuti nel porto, testimoniano i frequenti traffici antichi.
Sono presenti in catalogo i disegni che il pittore romano Carlo Labruzzi fece, percorrendo la Via Appia da Roma a Capua alla fine del XVIII secolo (riprodotti dagli originali della biblioteca Sarti).







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